In questi suoi primi mesi di Inter, quasi da debuttante assoluto, il tecnico nerazzurro ha stupito tutti per la qualità del lavoro finora svolto.
Quella ottenuta a Lecce è il tipo di vittoria che può scoraggiare chi alle spalle corre nella speranza di un inciampo: la questione Bastoni, la sconfitta in Champions, la batosta per l’infortunio di Lautaro e un derby alle porte. Non sono stati giorni semplici per l’Inter, in viaggio per il mondo da martedì, con una breve sosta a Milano. Fuori dalla trincea sono arrivati attacchi di tutti i tipi, i nerazzurri sono stati critici anche per aver fatto turnover in Norvegia, perché a qualcuno è sembrato che Chivu ei suoi volessero snobbare l’impegno europeo a favore del campionato. La partita del via del Mare sapeva di trappola, se non altro per la stanchezza accumulata e per il fatto che storicamente, tutte le squadre tendono un po’ a soffrire l’impegno di campionato che arriva nell’immediato post Champions. Tutte insidie che Cristian Chivu ha trattato a suo modo, un po’ da allenatore e un po’ da psicologo, così come ha fatto fin da inizio anno con i suoi calciatori, che ormai riconoscono in lui una guida onesta quanto affidabile. Una persona che insieme sa capirli e motivarli. Perché in fondo Chivu è stato come loro, è uno che ci è già passato e che può anticipargli come andranno le cose se si comportano in un modo o nell’altro. E poi c’è tutto il resto, tutto ciò che riguarda la sfera tecnica, di non secondaria importanza.
