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Dai sconvolgimenti e la gloria in Europa League al dramma della recente qualificazione agli ottavi di Champions League, Marten de Roon continua a essere una costante dell’Atalanta.
Ha accompagnato l’evoluzione del club dalla sua ascesa in Serie A alla svolta europea, dimostrando un’immensa resistenza, consapevolezza tattica e tenacia al centro del campo.
Inoltre, il 35enne capitano di grande esperienza ha costantemente fatto di tutto per diventare un importante leader dello spogliatoio, nonché un punto di riferimento per le nuove generazioni che sperano di comprendere la filosofia calcistica dell’Atalanta.
Questa recente famigerata serata europea è uno dei tanti momenti salienti della storica collaborazione tra De Roon e La Dea. L’instancabile centrocampista non solo è destinato a battere il record di presenze di tutti i tempi del club (è a sei presenze, con 429), ma è anche il giocatore con più presenze in Champions League nella storia del club (41) e in competizioni UEFA (66).
Anche il suo ruolo nella svolta del Borussia Dortmund è particolarmente toccante, dato che rimane l’unico sopravvissuto del club all’eliminazione dall’Europa League del 2018 contro lo stesso nemico.
Nella gara di ritorno contro il Dortmund, nella quale in molti dubitavano che gli Orobici riuscissero a superare i due gol di svantaggio, la sua statistica recita così:
● 1 assist
● 1 grande occasione creata
● Precisione di passaggio del 74%.
● 48 tocchi
● 5 contributi difensivi (2° nella partita)
● 4 recuperi palla
Ha visto gli alti e i bassi. Incarna non solo ciò che è l’Atalanta, ma capisce anche cosa è Bergamo come luogo, con entrambe le sue figlie nate e cresciute nella città lombarda.
La stella di De Roon sembra lungi dallo svanire mentre l’Atalanta spera di sfidare le scarse probabilità a proprio favore il Bayern Monaco, sei volte vincitore del torneo. Qualunque sia il risultato, sarà emozionante vedere la squadra del nord Italia provare a raggiungere il secondo quarto di finale di Champions League nella storia del proprio club.
