Clamorosa svolta per il calcio a Foggia. Per il chiusura serviranno una decina di giorni, ma il club pugliese, che milita nel Girone C di Serie Cpassa ufficiale dall’imprenditore barese Nicola Canonico agli imprenditori foggiani Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto. Il primo è il figlio del mitico Pasquale, il “re del grano”, con cui negli anni ’90 la società dauna entrò nella leggenda come “Zemanlandia”una delle pagine più incredibili della storia del calcio di provincia in Italia. Si chiude dunque dopo cinque anni l’era Canonico, turbolenta soprattutto per motivi finanziari e per l’inchiesta legata alla commistione tra curve e mafia: alla fine dunque il Calcio Foggia 1920 torna di proprietà della Capitanata.
LE PAROLE DEI NUOVI PROPRIETARI – “Chi non salta biancorosso è”, “Foggia libera” sono i cori che hanno accolto Casillo e De Vitto mentre uscivano dallo studio del notaio Fabrizio Pascucci, dove è stato firmato l’atto preliminare che consentirà ai due neo patron di essere già operativi. “Una grande gioia, un sogno per me”ha commentato Casillo, che prende in mano il club rossonero quarant’anni dopo suo padre, Pasquale. “Un sogno che aveva papà, dovevo farlo. È un punto di riferimento per tutti, per me soprattutto. Una guida che ho sempre, tutto quello che faccio e sto cercando di fare lo faccio per lui”. “Io e Gennaro ci abbiamo sempre creduto. Si realizza un sogno”, le Parole di De Vitto. Chiedo la vicinanza di tutta la piazza, perché c’è una squadra da salvare: “Fateci lavorare, sicuramente metteremo a qualche segno colpo. La nostra priorità è salvare la squadra”, ha aggiunto De Vitto.
LA MITOLOGIA DI ZEMANLANDIA – E per Foggia è uno di quei ritorni romantici e che sanno di storia. Perché la famiglia Casillo in città rievoca bei ricordi: “Zemanlandia”, la Serie A degli anni ’90 e un calcio spumeggiante e invidiato da tanti in Italia. Con Zeman e Pavone il Foggia raggiunse la massima serie, toccando il punto più alto della sua storia calcistica, grazie a calciatori come Signori, Rambaudi, Baiano, Kolyvanov e Shalimov.

