Sono seduto a un tavolo per due nell’incantevole Abbotsford Convent. Siamo nell’era del PJE – post Jeffrey Epstein –, quindi non c’è alcuna possibilità che si materializzi e porti via una o due suore minorenni con un complice… il che mi mette a mio agio.
Non così a suo agio, però, quando si tenta di ordinare un caffè.
“Che cosa mangerai, signore?” (Devo sembrare antico)
Oh…un caffè per cominciare…grazie.
“Ovviamente.” (forse il più abusato di tutti i discorsi inconsci attuali)
Allora cosa sarà?
Un caffè normale.
“Intendi un flat white, allora… o forse un Latte… o un Cappuccino… o…”
Faccio finta di ignorare totalmente queste variazioni, il che non è difficile dato che sono in gran parte ignorante riguardo al caffè nella vasta terminologia di Melbourne.
Guardala senza espressione.
Questo è drenante. Con una posa volutamente letargica indico una piccola tazza sul tavolo adiacente… vedi, così. Riempitelo di caffè fino a circa un centimetro dal bordo e mettete un po’ di latte in una piccola caraffa a lato… grazie.
“Quindi….avrai voglia di un Macchiato Lungo, con latte a parte, allora?
Stranamente, non mi importa come vuoi chiamarlo….
come l’ho appena descritto.
“Umm… per mettere ordine in cucina, devo dare il tuo ordine come uno dei tipi di caffè che trattano… uno per cui hanno un nome riconosciuto.”
Andiamo al sodo? Ciò che ti ho appena mostrato – descritto – è ciò che io chiamo a Madagascar. Quindi dì loro che vorrei un Madagascar!
Detto tra me e te, se Gordon Ramsay fosse qui, direbbe: “Voglio un fottuto Madagascar… capito… un fottuto Madagascar”.
Francese scioccante, temo, quel Gordon.
Lunga pausa
“Penso che faresti meglio ad andare in cucina e dire loro esattamente quello che vuoi.
Allora non ci dovrebbe essere confusione…nessuna confusione”.
Non vado oltre… resto seduto al mio tavolo e vedo l’azione dal vivo dei Giochi invernali del Nord Italia – A Cortina d’Ampezzo in questo momento – presentato da Fox Sports Australia.
Una giovane donna sovraeccitata e un giovane uomo molto ottimista chiacchierano. Si sorridono – insensatamente – alla fine di ogni parte della loro chiacchierata.
Sullo schermo, uno sciatore salta su e giù da una sottile rotaia a circa dodici piedi da terra. Sembra che si muova a circa 60 miglia all’ora… sta partendo su una traiettoria diretta verso le nuvole e sta iniziando a girare su se stesso… fa quattro o cinque evoluzioni acrobatiche. Un po’ come fanno i tuffatori della piscina coperta da una tavola alta alle Olimpiadi estive. Se sbaglia all’atterraggio, potrebbe essere un disastro… ricovero in ospedale o molto peggio.
Sento Ally Langdon: “Incredibile, assolutamente incredibile… sono 12 giri con le interiora… stupefacenti.”
James Bracey interviene: “È atterrato sullo stinco… o è sulla spina dorsale… a 65 gradi… mi chiedo quale penalità gli daranno i giudici per questo… però ha sistemato il problema e si rialza, mentre vediamo correre verso il prossimo ostacolo – si profila come un muro di mattoni a tre piani… lo supererà? Ci sono 5 punti extra se non lo raschia…
è finito, illeso… fantastico… davvero fantastico.”
Langdon: “Quanto siamo fortunati noi James ad essere seduti qui a guardare tutta questa incredibile azione davanti ai nostri occhi… i nostri stessi occhi.
Bracey: “Così fortunato, Ally… davvero molto fortunato.”
La telecamera passa a un commentatore sul posto. È Todd Woodbridge, che sa molto di tennis ma quasi nulla di sci e cose del genere. Il che non lo ferma: “Sono molto carico in questo momento perché tra 43 minuti avremo un concorrente australiano nell’evento di slittino – ehm, scusa, bob -… che sfreccia sul ghiaccio compatto attorno a curve molto curve a oltre 80 miglia all’ora. Ecco perché indossano una visiera di perspex appositamente rinforzata. Scendi dalla slitta a quella velocità e altrimenti la tua faccia sarebbe abbrustolita!”
Langdon abbassa scherzosamente i pugni e colpisce la scrivania dello studio: “Questo è qualcosa di davvero straordinario, James. Karl Weissen ha solo 0,8th di un secondo fuori dal campione che ha completato il percorso – solo pochi minuti fa – in 2 minuti e 26,43 secondi. Weissen è un termine basso…non dovrei dire basso, ma sai cosa intendo. Incredibile, semplicemente sconcertante.
Arriva un caffè…Grazie.
“Perfetto.” (altro termine senza senso)
Perfetto per chi, penso? Lo chef perché gli piace cucinarlo, il cameriere perché è facile da pronunciare quando trasmette il messaggio o pretende di sapere che sapore avrà per la persona che lo mangerà?
Le dico: Quello che mi piacerebbe sapere è cosa vuol dire davvero urlare in quelle curve a velocità mortali… cosa provano realmente i concorrenti? Sono calmi… stupefatti… terrorizzati… o cosa?
Cameriera: “Perché non si mettono una telecamera sul viso, sui pantaloni, sulla testa o altro… così ci direbbe com’è… e un microfono, più un cardiofrequenzimetro forse.”
Ora potremmo arrivare da qualche parte….
So che, in Inghilterra, il Barone Winterbottom resterà incollato. Credo che fosse un maestro dello sci della sua generazione: troppo modesto per dirmelo! Mi chiedo cosa se ne stia facendo nel suo villaggio nel Buckinghamshire di Aston Clinton, o forse ha un posto in prima fila durante l’azione?
E il mio amico Barone, come me, ha avuto solo un legame molto marginale e fugace con Jeffrey Epstein – nel suo caso, dicendo giustamente e coraggiosamente al Capitano Bob (Maxwell) di Foxtrot e Oliver quando lavorava nei suoi primi giorni presso la banca d’affari Lazard a Londra. (Nel mio caso, essendo coautore di un libro di testo sulla pianificazione urbana e regionale che la società di Captain Bob – Pergamon Press di Oxford – pubblicò negli anni ’70 quando sua figlia, Ghislaine, era un’adolescente giocosa con sogni ad occhi aperti sconosciuti al mondo esterno.
Torno allo schermo televisivo: e ora arriviamo al pattinaggio sul ghiaccio… un delizioso giovane artista austriaco entra sul ring con una planata a zig-zag e svolazzi senza sforzo. Sovrastata dalla voce morta di un ex concorrente in pista: “Entra con una farfalla e si muove in un doppio axel… ben eseguito, atterra sonoramente… e ora tenta un ambizioso Biellmann Spin…”
Cameriera… puoi abbassare il volume della televisione, per favore? Per favore… fino all’impercettibile. Dovrò ricorrere a una bottiglia del tuo miglior brandy se dovessi sopportare ancora quel monotono commento così noioso.
“Studente… è atroce… assolutamente atroce, signore. E, per di più, posso immaginare cosa ne direbbe Sir Gordon Ramsay!”
