Alcuni giocatori di cricket diventano leggende nel cricket. Sir Garfield Sobers divenne la misura della grandezza stessa del cricket, non semplicemente il più grande giocatore a tutto tondo.
Sobers non era semplicemente uno dei grandi; occupava una classe tutta sua. Eppure i numeri e i riconoscimenti da soli non possono spiegare la sua presa duratura sull’immaginazione. Visto in un contesto psicologico e storico più profondo, la sua abilità artistica e la sua stravaganza riflettevano l’era postcoloniale, uno spirito di celebrazione e di liberazione dall’oppressione. I suoi trionfi sollevarono le persone emarginate oltre i loro fardelli quotidiani, trasportandole in momenti di orgoglio, realizzazione e gioia ispirati dai superlativi che lo seguirono.
Ha fatto sembrare l’eccellenza semplice e l’impossibile naturale. La sua battuta portava eleganza senza fragilità, aggressività senza incoscienza e potenza senza bruttezza. Il suo bowling rifletteva una notevole intelligenza e adattabilità. La sua messa in campo ha rivelato atletismo, anticipazione e coraggio. Non stava semplicemente esibendo abilità, ma esprimendo il cricket come forma d’arte e una testimonianza che siamo, come minimo, bravi come chiunque altro. Potresti citare giganti del cricket come Jacques Kallis, Imran Khan, Ian Botham, Richard Hadlee, Kapil Dev e altri, ma Sobers risulta universalmente il migliore di tutti.
Per le Barbados, è un amato eroe nazionale. Per le Indie Occidentali, è un simbolo imponente dell’eccellenza caraibica in un periodo in cui i successi sul campo da cricket avevano un profondo significato storico, culturale ed emotivo. Ha contribuito a dimostrare al mondo che i nostri piccoli paesi possono produrre grandezza senza limiti e che il talento, la disciplina e l’immaginazione dei Caraibi possono imporsi supremi sulla scena internazionale. Il suo genio è diventato l’eredità di tutti i Caraibi e, in definitiva, dell’intero mondo del cricket.
Figlio di un marinaio mercantile, aveva solo cinque anni quando suo padre morì in mare nel gennaio 1942, dopo che la sua nave fu silurata da un sottomarino tedesco. L’ascesa di Sobers dalle difficoltà che ne conseguirono alla grandezza, fino al suo soprannome di “King Cricket”, è un’ispirazione monumentale da seguire per molti, e il suo genio ha lasciato in eredità un ricordo indelebile ovunque si giochi a cricket. È nato con un dito in più su ciascuna mano, che ha rimosso lui stesso, un presagio che il Buon Dio aveva traboccato in lui quel talento in più, dimostrato giocando a golf, calcio e basket per le Barbados, e facendo il suo debutto in prima classe e nei test nel cricket all’età di 16 e 17 anni rispettivamente.
Era una squadra di cricket individuale, il sogno di ogni capitano. La sua versatilità con la palla gli ha permesso di eseguire la rotazione ortodossa del braccio sinistro e del polso e un ritmo medio-veloce, compresi i buttafuori del bowling. La completezza delle sue versatili abilità e talenti dominava il mondo del cricket come un colosso e, come il proverbiale Napoleone sui campi di battaglia del cricket, conquistò tutto prima di lui, eccellendo in ogni immaginabile reparto del gioco, tranne il wicketkeeping. Oh, se solo Sir Garry e giocatori come Kanhai, Hall, Lara, Lloyd, Richards, Headley e altri fossero disponibili a indossare con orgoglio le flanelle dell’India occidentale… L’orgoglio dell’India occidentale aumenterebbe ancora una volta.
Dotato in modo unico, era dotato di un atletismo supremo, riflessi di pantera, vista da aquila e cuore di leone. Era un esempio impareggiabile di genialità nel cricket, dotato di un’alleanza di doni naturali di talento e genio tali che il cricket potrebbe non vedere mai più un suo simile. Era il giocatore di cricket del giocatore di cricket, il cui genio fenomenale difficilmente tollerava i limiti umani. Era leggendario, sia in qualità che in quantità. Sobers ha stabilito gli standard con cui vengono misurati gli altri giocatori di cricket e, come Muhammad Ali nella boxe, Michael Jordan nel basket e Pelé nel calcio, Sobers non ha rivali nel mondo del cricket.
Sir Neville Cardus, il decano degli scribi del cricket, diede l’appropriato imprimatur al suo genio a tutto tondo in Wisden, 1967, pagina 38, quando scrisse: “Garfield St Aubyn Sobers… il nome più rinomato di qualsiasi giocatore di cricket dai tempi di Bradman. È, infatti, ancora più famoso di quanto Bradman sia mai stato; perché era esperto in ogni aspetto del gioco e ha esibito il suo genio in tutti i climi e condizioni. Possiamo tranquillamente concordare sul fatto che nessun giocatore ha dimostrato la versatilità delle sue abilità in modo così convincente come ha fatto Sobers, senza sforzo e nel modo in cui è nato.
In effetti, Sobers sta al cricket come Shakespeare sta alla letteratura, Michelangelo all’arte e Mozart alla musica. Il suo unico tallone d’Achille percepibile era quello di capitano, considerazione che può essere esclusa nel presente contesto di discussione.
Sir Donald Bradman, che vide i 254 di Sobers contro l’Australia per un XI mondiale a Melbourne nel 1971-72, ritenne che fosse il miglior inning che avesse mai visto sul suolo australiano.
Sir Clyde Walcott ha dichiarato: “Sir Gary è ricordato non solo per la sua straordinaria serie di record statistici, ma per la qualità del suo cricket e il modo in cui gli piaceva il gioco”.
EW Swanton ci ha ricordato che “la vera misura della sua influenza deve tener conto della sua sportività e di un altruismo mai messo in discussione, un esempio secondo a nessuno”.
John Arlott ha descritto Sobers come “il miglior giocatore a tutto tondo nella storia del cricket”.
CLR James ha ribadito che: “Un uomo di genio è quello che è, non può essere qualcos’altro e restare un uomo di genio”.
Michael Manley una volta disse questo di Sobers: “Sobers era destinato, in tipico stile caraibico, a brillare come una grande stella solitaria nel firmamento del suo stesso genio”. Lasciamo che Sobers abbia l’ultima parola. Nel suo libro, The Changing Face of Cricket, elogia le parole di CLR James a tutti i lettori di tutto il mondo, come se rispondesse a coloro che continuano a sostenere che non è il migliore: “Cosa sanno del cricket, chi conosce solo il cricket?”
On. Albert Baldeo è un leader distrettuale, attivista per i diritti civili e sostenitore della comunità, e i suoi sforzi politici innovativi hanno collocato comunità minoritarie precedentemente ignorate nei PICCOLI CARAIBI, come Richmond Hill e Ozone Park, NY, USA, saldamente sulla mappa politica ed economica. In qualità di presidente della Fondazione Baldeo e del Queens Justice Center, ha continuato a lottare per la parità di diritti, la dignità e l’inclusione nel governo e nel processo decisionale, e continua a ispirarsi a modelli come Sir Garry Sobers. Può essere contattato presso la Fondazione Baldeo: (718) 529-2300.
