La fiera ciclistica più importante d’Europa ha attirato appena la metà dei visitatori professionali del 2025, e molti grandi nomi sono rimasti del tutto assenti. Ma le idee stipate nei padiglioni semivuoti mostrano dove si combatteranno le prossime battaglie del settore. Werner Müller-Schell riferisce…
Il primo giorno di Eurobike 2026, un sassofonista ha suonato all’ingresso ovest di Messe Frankfurt: una colonna sonora stranamente adatta per uno spettacolo che sembrava più tranquillo, più piccolo e meno urgente rispetto al passato. È stata una scena breve, ma che sembrava catturare un sentimento più ampio intorno alla fiera: Eurobike era ancora lì, ancora allestita in modo professionale e ancora piena di prodotti, ma non più proprio l’inevitabile raduno di settore di una volta. L’assenza di molti grandi nomi e le sale notevolmente più tranquille hanno reso difficile ignorarlo. Ma ridurre la settimana a corridoi vuoti non centra il punto: oltre all’atmosfera sommessa, Eurobike ha anche rivelato dove si dirigerà il prossimo business della bicicletta. Ecco cinque cose che la settimana ci ha detto sul futuro del settore.
1. Eurobike lotta per la sopravvivenza
I numeri sono difficili da ignorare. Si sono presentati circa 800 espositori provenienti da 44 paesi, ma solo 15.130 professionisti del settore hanno camminato nei padiglioni, rispetto ai 31.270 del 2025. Gli appassionati del giorno del festival hanno raccontato la stessa storia, crollando da più di 30.000 a meno di 9.000, e diversi grandi marchi sono rimasti del tutto lontani. L’organizzatore Fairnamic ha fatto coraggio, puntando a un pubblico più numeroso (71% dirigenti, rispetto al 58%) e 440 milioni di copertura mediatica. La qualità, in altre parole, c’era, ma il volume no. E il momento difficilmente potrebbe essere peggiore: con la federazione industriale tedesca ZIV che lancerà uno spettacolo rivale, “Towards Tomorrow”, nel 2027, molti marchi potrebbero presto dover scegliere tra due eventi. In questo contesto, il rilancio 2027 di Eurobike, più breve e strettamente incentrato sul B2B, si legge meno come un’ambizione che come una lotta per la rilevanza.
2. Il settore è sotto pressione, ma non senza Speranza
Nel 2025 la Germania contava 90,6 milioni di biciclette ed e-bike, un quarto in più rispetto a dieci anni prima. Eppure i ricavi sono diminuiti del 7,7% a 5,85 miliardi di euro. I dati del Global Bicycle Purchasing Index, presentati dal dottor Ralf Deckers dell’IFH Colonia, hanno confermato la contrazione: il 70% degli intervistati si aspetta prezzi di acquisto più alti, il 61% vede una crescente incertezza e il 55% si prepara a una continua pressione sui margini. La nota più positiva è arrivata da uno studio condotto da Women in Cycling Germany e dalla società tedesca di ricerche di mercato IFH: i prodotti costruiti attorno alla sicurezza, al comfort e alla praticità quotidiana per le cicliste potrebbero sbloccare fino a 950 milioni di euro di entrate aggiuntive – un mercato a cui il settore ha appena iniziato ad rivolgersi.
3. Per Bosch è in arrivo una nuova generazione di motori
L’energia più palpabile circonda le innumerevoli innovazioni nei sistemi di propulsione, dove soprattutto i nuovi arrivati cinesi stanno riscrivendo le regole, a cominciare dalla coppia pura. Sia l’“X1P” di Gobao che l’“M2S” di Avinox hanno ora una potenza nominale di 150 Nm, impensabile su un’eBike di serie solo due anni fa. Tutta quella potenza deve essere alimentata rapidamente e il Supercharger di Gobao spinge ben 30 ampere – contro i circa 12 dei caricabatterie rapidi di Bosch e Avinox – portando una batteria da 750 Wh dal 10 all’80% in meno di 20 minuti da un’unità raffreddata con ventola che pesa solo 1,2 chili. Sia il caricabatterie che il motore “X1P” raggiungeranno la produzione in serie all’inizio del 2027. Il marchio di biciclette di Monaco Hepha ha fatto una proposta simile con il suo concetto “Urban X”, sostenendo una ricarica dallo 0 all’80% in 17 minuti – abbastanza breve, ha sostenuto, da consentire ai rivenditori di mettere punti di ricarica fuori dai loro negozi.
4. Il cambio di marcia è un problema di ieri
Un’altra lezione dallo show floor è che è sempre più la bici a prendere le decisioni per il pilota. Presso lo stand Avinox, il sistema Smooth Shift dell’azienda legge cadenza, velocità e carico per selezionare autonomamente la marcia e cambiarla in modo pulito anche mentre la bici era ferma. La “MG Concept” – l’unità motrice principale del marchio – va ancora oltre. Si afferma che cambi in meno di 0,1 secondi, possa essere azionato manualmente o in modo completamente automatico attraverso modalità basate sulla cadenza e sull’intelligenza artificiale e gestisce una catena o cinghia a velocità singola che elimina completamente il deragliatore posteriore e la cassetta. Secondo Avinox, il cambio interno non richiede manutenzione per tutta la vita della bici. Nel loro insieme, questi sistemi sollevano una domanda che ha attraversato gran parte dello spettacolo: in un mondo sempre più automatizzato e motorizzato, c’è qualche motivo reale per cui il ciclista continua a cambiare marcia?
5. Il ciclismo diventa più intelligente che mai
Se un tema legava insieme lo spettacolo, era la digitalizzazione. Lo stand futuristico di Canyon ha dato il tono con il casco intelligente “Stingr”, la cui visiera proietta velocità, potenza erogata e avvisi di pericolo, e il sistema Predict, che segnala i rischi invisibili attraverso un manubrio lampeggiante. La sua “Roadlite:ON V2X” afferma di essere la prima bici di serie che comunica con le auto dotate di V2X. Nel frattempo, Avinox ha vinto l’Eurobike Award nella categoria Soluzioni digitali per il suo “Sistema di controllo intelligente della frequenza cardiaca”, che sintonizza la pedalata assistita per mantenere i ciclisti all’interno di una zona di frequenza cardiaca prescelta. Aggiungi reggisella automatici, serrature intelligenti senza chiave e mini-pompe elettroniche e la bicicletta si trasformerà silenziosamente in un dispositivo connesso.
Guardando avanti al 2027
Eurobike 2026 è stato, alla fine, uno studio in contraddizione: uno spettacolo pieno di autentica innovazione, allestito in padiglioni che troppo spesso sembravano mezzi vuoti. Gli organizzatori scommettono che meno è meglio. La 35a Eurobike si svolgerà a Messe Frankfurt dal 1 al 3 settembre 2027: più breve, strettamente focalizzata sul B2B e trasferita in una nuova sezione dell’area. Se questo formato più deciso riconquisterà i marchi che sono rimasti lontani – o semplicemente darà slancio al rivale di ZIV “Towards Tomorrow” – è la domanda che Francoforte ha ora un anno per rispondere.



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5. Il ciclismo diventa più intelligente che mai